
Avete notato quelle bici in fila in piazza Repubblica e a Marina Piccola? E’ il progetto Biciincittà che la banda bassotti di Piazza Matteotti ha recentemente lanciato con grande successo.
Pare che sinora gli utenti siano pochini..ma al Comune dicono che è presto e che bisogna dare il tempo alla cittadinanza di abituarsi…si…abituarsi a farsi arrottare!
Da anni chiediamo le piste ciclabili, in tutti i modi e….C’era da aspettarselo. Non si smentiscono mai! Invece di realizzare progetti quasi a costo zero (piste ciclabili) ma fondamentali e richiesti da anni dalla gente, i disinvolti “governanti” di Cagliari continuano a finanziare progetti costosi e inutili.Anche questa iniziativa è costosa: senza considerare il resto, ciascuna di quelle bici costa intorno ai 1.500 €; ed è pure inutile: il bikesharing funziona solo in particolari realtà urbane e, in Europa, ha fallito in molte città (ad esempio Bruxelles) che SONO COMPLETAMENTE CICLABILI. Figuriamoci da noi!! E poi, secondo voi, perché la gente dovrebbe pagare per usare una bicicletta? Non può usare la propria che è gratis? Se non lo fa c’è sicuramente un motivo e ve lo scrive uno che la bici in città la usa da decenni: CAGLIARI E’ PERICOLOSA PER I CICLISTI. Senza le piste ciclabili SFIDO il comune e tutti coloro che sostengono questo progetto folle ad assumersi le proprie responsabilità di fronte ai sicuri incidenti. Se i destinatari del progetto sono i pochi turisti che si aggirano per la povera “cagliari città turistica” (ma mi pare di no in quanto per usare le bici occorre andare al comune a iscriversi!!!!)…ebbene, non dimentichiamolo, sta in alto e non è ciclabile facilmente. Al limite il bs può giustificarsi d’estate nella zona pedonale del poetto. E della pista abbandonata che costeggia terramaini e s’interrompe ai piedi di Monte urpinu? Ne vogliamo parlare? Con un piccolo ponticello in legno consentirebbe agli abitanti di Monserrato, Pirri, Selargius e parte di Cagliari e Quartu di andare tranquillamente al Poetto in bici senza rompere palle e ovaie a nessuno. Quanti milioni di € occorrono per questo?
Come finirà? Avete presente CASCOPARK a Marina Piccola…quei pezzi di ferraglia gialla abbandonati li dal 1990? Una cosa diaci!
Dunque? di cosa stiamo parlando? Io credo del solito business fine a se stesso di cui l’”amministrazione” di Cagliari è grande esperta. Infine, stendiamo un velo peloso sulle dichiarazioni finali rilasciate recentemente dall’assessore ai giornalisti di Radiopress! Avete sentito chi gli ha detto che nelle altre città d’Europa il bs ha avuto successo? Glielo ha detto chi gli ha venduto l’impianto di bikesharing!!!!Ma pogaridadi! Del resto, cosa aspettarsi da gente che è capace di concepire aborti urbani come piazzetta mascia?
VOLETE CAPIRE DI PERSONA COSA SIGNIFICA VERAMENTE ANDARE IN BICICLETTA A CAGLIARI? INFORCATE LA VOSTRA BICI E VENITE OGNI ULTIMO GIOVEDI’ DEL MESE ALLE 21 IN PIAZZA REPUBBLICA. CONOSCERETE LA CRITICAL MASS E I SUOI IMPAVIDI AMICI E AMICHE!!
Pare che sinora gli utenti siano pochini..ma al Comune dicono che è presto e che bisogna dare il tempo alla cittadinanza di abituarsi…si…abituarsi a farsi arrottare!
Da anni chiediamo le piste ciclabili, in tutti i modi e….C’era da aspettarselo. Non si smentiscono mai! Invece di realizzare progetti quasi a costo zero (piste ciclabili) ma fondamentali e richiesti da anni dalla gente, i disinvolti “governanti” di Cagliari continuano a finanziare progetti costosi e inutili.Anche questa iniziativa è costosa: senza considerare il resto, ciascuna di quelle bici costa intorno ai 1.500 €; ed è pure inutile: il bikesharing funziona solo in particolari realtà urbane e, in Europa, ha fallito in molte città (ad esempio Bruxelles) che SONO COMPLETAMENTE CICLABILI. Figuriamoci da noi!! E poi, secondo voi, perché la gente dovrebbe pagare per usare una bicicletta? Non può usare la propria che è gratis? Se non lo fa c’è sicuramente un motivo e ve lo scrive uno che la bici in città la usa da decenni: CAGLIARI E’ PERICOLOSA PER I CICLISTI. Senza le piste ciclabili SFIDO il comune e tutti coloro che sostengono questo progetto folle ad assumersi le proprie responsabilità di fronte ai sicuri incidenti. Se i destinatari del progetto sono i pochi turisti che si aggirano per la povera “cagliari città turistica” (ma mi pare di no in quanto per usare le bici occorre andare al comune a iscriversi!!!!)…ebbene, non dimentichiamolo, sta in alto e non è ciclabile facilmente. Al limite il bs può giustificarsi d’estate nella zona pedonale del poetto. E della pista abbandonata che costeggia terramaini e s’interrompe ai piedi di Monte urpinu? Ne vogliamo parlare? Con un piccolo ponticello in legno consentirebbe agli abitanti di Monserrato, Pirri, Selargius e parte di Cagliari e Quartu di andare tranquillamente al Poetto in bici senza rompere palle e ovaie a nessuno. Quanti milioni di € occorrono per questo?
Come finirà? Avete presente CASCOPARK a Marina Piccola…quei pezzi di ferraglia gialla abbandonati li dal 1990? Una cosa diaci!
Dunque? di cosa stiamo parlando? Io credo del solito business fine a se stesso di cui l’”amministrazione” di Cagliari è grande esperta. Infine, stendiamo un velo peloso sulle dichiarazioni finali rilasciate recentemente dall’assessore ai giornalisti di Radiopress! Avete sentito chi gli ha detto che nelle altre città d’Europa il bs ha avuto successo? Glielo ha detto chi gli ha venduto l’impianto di bikesharing!!!!Ma pogaridadi! Del resto, cosa aspettarsi da gente che è capace di concepire aborti urbani come piazzetta mascia?
VOLETE CAPIRE DI PERSONA COSA SIGNIFICA VERAMENTE ANDARE IN BICICLETTA A CAGLIARI? INFORCATE LA VOSTRA BICI E VENITE OGNI ULTIMO GIOVEDI’ DEL MESE ALLE 21 IN PIAZZA REPUBBLICA. CONOSCERETE LA CRITICAL MASS E I SUOI IMPAVIDI AMICI E AMICHE!!

pitali europee per dare un contributo positivo e duraturo alla lotta contro i cambiamenti climatici e chiedere ai governi un maggiore impegno in questo ambito. A Roma, l’appuntamento è presso la Città dell’Altra Economia, alle ore 10:30. Il programma della manifestazione, aperta a tutti, prevede una passeggiata in bicicletta di circa 17 chilometri attraverso le vie più importanti del centro storico di Roma. Si partirà dalla Città dell’Altra Economia, in Largo Dino Frisullo al Testaccio. Lungo il percorso sono previste quattro tappe, dove si esibiranno bande musicali e artisti di strada. Il giro terminerà verso le ore 14 con ritorno alla Città dell’Altra Economia. Andare in bici è uno dei modi più efficaci per contribuire attivamente al miglioramento del nostro clima. La mobilità urbana è infatti responsabile del 40% di tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte dal trasporto stradale. La bicicletta offre un’alternativa a emissioni zero per viaggiare nelle nostre città. Per questo motivo centinaia di ciclisti si incontreranno a Roma, domenica 20 settembre 2009, presso la Città dell’Altra Economia per sostenere l’Unione Europea nella lotta ai cambiamenti climatici. L’evento è organizzato dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), in collaborazione con la Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea e la European Cyclists´ Federation. La partenza del giro per le vie del centro di Roma è prevista alle ore 10:30. Personaggi pubblici e rappresentanti delle Istituzioni sono stati invitati per testimoniare il loro impegno contro il riscaldamento globale. L’evento si svolge durante la Settimana Europea della Mobilità, che ha come slogan “Migliorare il clima delle città”. Un invito chiaro per sensibilizzare i cittadini europei ad agire urgentemente contro l’inquinamento causato dall’aumento del traffico motorizzato e contro i cambiamenti climatici. Dal 7 all’8 dicembre 2009, i leader mondiali si riuniranno a Copenhagen per trovare un nuovo accordo sul clima. Obiettivo dell’Unione Europea è ridurre le emissioni globali di anidride carbonica del 30% e proseguire la strada intrapresa con il protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012. Il tour in bicicletta fa parte di un’ampia campagna di comunicazione promossa dalla Commissione Europea. L’obiettivo è invitare i cittadini ad agire in prima persona per la protezione del clima ed aumentare la pressione sui rispettivi governi affinché questi adottino misure concrete per ridurre le emissioni di CO2. Ciò sarà possibile tramite il raggiungimento di un nuovo accordo a Copenhagen. Con lo slogan “Fai sentire la tua voce. I Governi devono agire ora. Combatti il cambiamento climatico”, i cittadini europei sono invitati a lasciare un messaggio sul sito web 


