Se é vero che la civiltà di un Paese si misura anche dal numero di biciclette che si vedono in giro...ecco alcune foto scattate qualche giorno fa a Maastricht (NL).giovedì 15 maggio 2008
UN MARE DI BICICLETTE!!
Se é vero che la civiltà di un Paese si misura anche dal numero di biciclette che si vedono in giro...ecco alcune foto scattate qualche giorno fa a Maastricht (NL).giovedì 17 aprile 2008
ADOTTATA LA DIRETTIVA SULLA QUALITA' DELL'ARIA, ANCHE IN CITTA'

Soddisfazione da parte della Commissione Europea ma parecchi esperti criticano il provvedimento e, pur rilevando notevoli passi avanti, evidenziano soprattutto l'esiguita dei valori stabiliti. Il sistema introdotto dalla Direttiva vincola in modo particolare i centri urbani ad adottare specifiche misure di controllo sui valori ed a tenere informati i cittadini al riguardo. Sono previste pesanti sanzioni per le città inadempienti.
Il Commissario all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Oggi l'Unione europea ha compiuto un passo decisivo nella lotta contro una delle principali cause dei problemi che colpiscono l'ambiente e la salute. I cittadini europei sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico. La nuova direttiva sulla qualità dell'aria è una risposta ai loro timori perché fissa standard elevati, ma realistici, per combattere l'inquinamento dovuto alle particelle sottili (PM2,5) nell'Unione europea."
Definire dei valori limite per ridurre la concentrazione delle particelle sottiliIl testo adottato oggi riunisce in un'unica direttiva sulla qualità dell'aria quattro precedenti direttive e una decisione del Consiglio. Il nuovo testo istituisce standard che permetteranno di ridurre la concentrazione delle particelle sottili e fissa le date per la loro applicazione. Le particelle sottili sono considerate tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana assieme alle particelle più "grosse" note come PM10, già regolamentate da altre normative.La direttiva prevede che, nelle aree urbane, gli Stati membri riducano mediamente del 20% l'esposizione al PM2,5 entro il 2020 rispetto ai valori del 2010, obbligandoli a portare i livelli di esposizione in queste zone al di sotto di 20 microgrammi/m3 nel 2015. A livello dell'intero territorio nazionale, gli Stati membri dovranno rispettare il valore limite di 25 microgrammi di PM2,5/m3, da raggiungere obbligatoriamente entro il 2015 e, se possibile, già nel 2010.Più flessibilità per raggiungere gli standard di qualità dell'ariaLa nuova direttiva introduce nuovi obiettivi per il PM2,5 senza tuttavia modificare gli standard di qualità dell'aria esistenti. Gli Stati membri hanno però un maggiore margine di manovra per raggiungere alcuni dei valori fissati nelle zone in cui hanno difficoltà a rispettarli. La conformità ai valori limite fissati per il PM10 si rivela problematica per 25 dei 27 Stati membri dell'UE, nei quali tali limiti vengono superati almeno in una parte del territorio (cfr. IP/07/1537).Il termine ultimo per conformarsi ai valori limite per il PM10 può slittare di tre anni dopo l'entrata in vigore della direttiva (metà del 2011) o di cinque anni al massimo per il biossido di azoto e il benzene (2010-2015); tuttavia, ciò può avvenire soltanto se viene applicata integralmente la normativa UE del caso, come la direttiva IPPC sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (cfr. MEMO/07/441), e se sono in atto tutte le misure opportune di abbattimento dell'inquinamento. La direttiva fornisce un elenco delle misure da considerare.ContestoLa nuova direttiva sulla qualità dell'aria (cfr. IP/07/1895 e MEMO/07/571) è una delle misure principali proposte nella strategia tematica sull'inquinamento atmosferico adottata dalla Commissione nel settembre 2005 ( IP/05/1170). Lo strumento istituisce per il 2020 obiettivi ambiziosi per migliorare, in maniera economicamente efficace, la qualità dell'ambiente e la salute umana.La direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea nel maggio 2008, corredata di una dichiarazione della Commissione sui risultati ottenuti nell'elaborazione e adozione di altri provvedimenti destinati a contenere le emissioni provenienti da varie fonti.La legislazione UE disciplina già le emissioni dei veicoli leggeri; nel dicembre 2007 la Commissione ha presentato una proposta legislativa finalizzata a migliorare l'efficacia della normativa UE sulle emissioni industriali e un'altra proposta destinata a limitare le emissioni di scarico dei veicoli pesanti.Sul piano internazionale l'Unione europea segue con interesse i progressi registrati dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) che punta a ridurre il tenore massimo di zolfo consentito nei combustibili utilizzati per il trasporto marittimo.
Link utili:
- Il comunicato della Commissione
- Il sito della DG Ambiente
- CICLISTI URBANI(CONSIGLI UTILI PER CHI USA LA BICI IN CITTA')
Documenti correlati:
- La proposta di direttiva relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (pdf )
- La Strategia tematica della Commissione sull'inquinamento atmosferico (pdf )
Definire dei valori limite per ridurre la concentrazione delle particelle sottiliIl testo adottato oggi riunisce in un'unica direttiva sulla qualità dell'aria quattro precedenti direttive e una decisione del Consiglio. Il nuovo testo istituisce standard che permetteranno di ridurre la concentrazione delle particelle sottili e fissa le date per la loro applicazione. Le particelle sottili sono considerate tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana assieme alle particelle più "grosse" note come PM10, già regolamentate da altre normative.La direttiva prevede che, nelle aree urbane, gli Stati membri riducano mediamente del 20% l'esposizione al PM2,5 entro il 2020 rispetto ai valori del 2010, obbligandoli a portare i livelli di esposizione in queste zone al di sotto di 20 microgrammi/m3 nel 2015. A livello dell'intero territorio nazionale, gli Stati membri dovranno rispettare il valore limite di 25 microgrammi di PM2,5/m3, da raggiungere obbligatoriamente entro il 2015 e, se possibile, già nel 2010.Più flessibilità per raggiungere gli standard di qualità dell'ariaLa nuova direttiva introduce nuovi obiettivi per il PM2,5 senza tuttavia modificare gli standard di qualità dell'aria esistenti. Gli Stati membri hanno però un maggiore margine di manovra per raggiungere alcuni dei valori fissati nelle zone in cui hanno difficoltà a rispettarli. La conformità ai valori limite fissati per il PM10 si rivela problematica per 25 dei 27 Stati membri dell'UE, nei quali tali limiti vengono superati almeno in una parte del territorio (cfr. IP/07/1537).Il termine ultimo per conformarsi ai valori limite per il PM10 può slittare di tre anni dopo l'entrata in vigore della direttiva (metà del 2011) o di cinque anni al massimo per il biossido di azoto e il benzene (2010-2015); tuttavia, ciò può avvenire soltanto se viene applicata integralmente la normativa UE del caso, come la direttiva IPPC sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (cfr. MEMO/07/441), e se sono in atto tutte le misure opportune di abbattimento dell'inquinamento. La direttiva fornisce un elenco delle misure da considerare.ContestoLa nuova direttiva sulla qualità dell'aria (cfr. IP/07/1895 e MEMO/07/571) è una delle misure principali proposte nella strategia tematica sull'inquinamento atmosferico adottata dalla Commissione nel settembre 2005 ( IP/05/1170). Lo strumento istituisce per il 2020 obiettivi ambiziosi per migliorare, in maniera economicamente efficace, la qualità dell'ambiente e la salute umana.La direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea nel maggio 2008, corredata di una dichiarazione della Commissione sui risultati ottenuti nell'elaborazione e adozione di altri provvedimenti destinati a contenere le emissioni provenienti da varie fonti.La legislazione UE disciplina già le emissioni dei veicoli leggeri; nel dicembre 2007 la Commissione ha presentato una proposta legislativa finalizzata a migliorare l'efficacia della normativa UE sulle emissioni industriali e un'altra proposta destinata a limitare le emissioni di scarico dei veicoli pesanti.Sul piano internazionale l'Unione europea segue con interesse i progressi registrati dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) che punta a ridurre il tenore massimo di zolfo consentito nei combustibili utilizzati per il trasporto marittimo.
Link utili:
- Il comunicato della Commissione
- Il sito della DG Ambiente
- CICLISTI URBANI(CONSIGLI UTILI PER CHI USA LA BICI IN CITTA')
Documenti correlati:
- La proposta di direttiva relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (pdf )
- La Strategia tematica della Commissione sull'inquinamento atmosferico (pdf )
AUTI-AUTO-AIUTO!
Ogni giorno che passa aumenta lo sconcerto... i segnali sono più che evidenti: il petrolio non è più una fonte energetica sostenibile.Non bastava la guerra, che abbiamo vissuto al caldo delle nostre casette, ma ora l'escalation del costo dell vile liquido dovrebbe pesare sulle tasche di tutti..eppure...
eppure siamo martellati continuamente da spot pubblicitari che vi propongono l'acquisto di auto sempre più belle, sempre più efficienti, sempre più eleganti, sempre più ecologiche...sempre più a benzina!
Per non parlare di tutti i macho ecosensibili che passano la domenica a correre sulle loro moto giapponesi per le strade litoranee travestiti da Valentino Rossi (altro grande esempio di responsabilità sociale).
Intanto su Italia 1 l'opinionista di turno all'indomani dell'ennesima strage di pedoni a carico di simpatici ignoti (poichè scappati dopo l'investimento) ci fa notare che dopotutto anche i pedoni hanno le loro responsabilità, a buttarsi cosi sotto le nostre belle macchine...
mah---boh.... basta andare in bici??
la tenazione di diventare cicloterroristi è veramente forte.
bona pisca!
mercoledì 9 aprile 2008
PETIZIONE ZTL CASTELLO

E' attiva da pochissimo una petizione per estendere la ZTL a Castello, la petizione si può firmare qua :http://petizioni.tiscali.it/nuovaztlcastellocagliari
e questo è il testo:
A: Sindaco Di Cagliari
Al fine di salvaguardare la vivibilità del quartiere storico di Castello in Cagliari e il suo rilancio turistico e produttivo, chiediamo:
- la destinazione del 60% dei parcheggi presenti nel quartiere ai soli residenti - nuove strisce gialle.
- l'istituzione delle strisce blu per i rimanenti parcheggi.
- l'istutuzione di strisce rosa, per donne incinta o neogenitori, più larghe degli attuali parcheggi, al fine di facilitare i movimenti di donne e famiglie con neonati.
- la chiusura al traffico delle strade senza marciapiede, Via Lamarmora, Via dei Genovesi, Via Canelles, via Stretta, via Corte d'Appello, lasciando la viabilità alle sole strade di ingresso e uscita ai maggiori parcheggi, che permettono l'ingresso e l'uscita al quartiere.
- concedere una deroga alla circolazione nelle vie chiuse al traffico, ai soli mezzi publici, turistici, di servizio igenico, e a coloro che per lo svolgimento di attività economiche ne facciano richiesta all'ufficio ztl di Cagliari.
- limitare la velocita a 20 km/orari per le aree viabili, essendo di accesso a istututi scolasti e non essendo provviste, nella maggior parte della loro estensione, di marciapiedi.
Vi sono già delle polemiche al riguardo, infatti qualcuno ritiene che l'ingresso degli automezzi non debba essere consentito neanche ai commercianti, qualcuno replica lanciando un appello a "non boicottare la petizione".
La petizione lanciata è comunque un'azione che si porta avanti per rendere più vivibile un quartiere che oggettivamente non è strutturato per il traffico di auto e furgoni, anche se impedirne totalmente l'accesso non è concretamente fattibile.
Purtroppo, dove non arrivano educazione e buonsenso deve intervenire la pubblica amministrazione, dove la pubblica amministrazione non arriva si devono muovere i cittadini: ad esempio con delle petizioni.
Un'alternativa praticabile dai più estremisti sarebbe il lancio mirato di stelle chiodate tipo ninja per disincentivare il transito di auto varie ( con la realtiva assunzione di responsabilità da parte di chi sceglie opzioni come queste).
giovedì 3 aprile 2008
URBAN CYCLE POLO A KASTEDDU!

Arriva anche a Cagliari l'Urban Cycle Polo. Un gioco da fare rigorosamente in bici e che si ispira al polo tradizionale (quello coi cavalli) e al bike POlo quello ufficiale con le bici. Il bike Polo è la versione più evoluta, si pratica in campiregolamentari, con tanto di arbitri regolamenti martelli su misura campionato ufficiale con lega etc... lo Urban Cycle Polo è la versione bastarda, da strada, si gioca dove possibile, e lo scopo è divertirsi.
Venerdi alle 19, prima prova sul campo. appuntamento sopra il parcheggio di viale regina elena, sopra il multipiano che affianco l'unione sarda. portatevi una mazza, magari ricavata da una vecchia scopa. togliete le setole e accorciatela, e naturalmente la bici!
ciaoo!
venerdì 7 marzo 2008
Il Parlamento Europeo discute la nuova strategia dei trasporti, anche in città
Nuove tecnologie, esenzioni fiscali, tassazione in funzione delle emissioni o dei consumi, incentivi alla rottamazione e pedaggi per la congestione urbana. E' questa la ricetta suggerita da una relazione all'esame dell'Aula per un trasporto urbano più sostenibile. Ma l'inquinamento da trasporti va anche affrontato con più investimenti nelle infrastrutture e nella R&S, la revisione dell'Eurobollo, la promozione delle ferrovie e quote di emissione per gli aerei e, se del caso, per le navi.
La relazione di Gabriele ALBERTINI (PPE/DE, IT) osserva anzitutto che circa 1/3 del consumo totale di energia nella UE-25 è legato al settore dei trasporti (escluso quello marittimo e le pipelines), mentre il trasporto su strada, con l'83%, è la modalità che assorbe la maggior quantità di energia. Il settore, inoltre, è responsabile per il 70% della domanda di petrolio nella UE-25 e dipende per il 97% da combustibili fossili, mentre solo il restante 2% proviene da energia elettrica («di cui buona parte generata da centrali nucleari») e l'1% da biocombustibili. Nel sottolineare l'importanza del settore dei trasporti per l'occupazione, la crescita e l'innovazione, la relazione sostiene che una mobilità garantita, sicura ed abbordabile «costituisca un requisito fondamentale del nostro stile di vita». Pertanto, pur considerando prioritarie le esigenze di una mobilità sostenibile da un punto di vista ambientale, non ci si può aspettare l'adesione a «misure troppo drastiche» da parte dei cittadini. I deputati si dicono quindi convinti che «solo un'adeguata combinazione di diverse misure possa mitigare gli effetti negativi dei singoli interventi contribuendo nel contempo a favorirne l'accettabilità da parte dei cittadini». Questo policy mix dovrebbe contemplare gli sviluppi tecnologici (misure per l'efficienza energetica, nuovi standard per motori e combustibili, nuove tecnologie e combustibili alternativi), strumenti di mercato (tasse/tariffazione basate sull'impatto ambientale o sulla congestione, incentivi fiscali, sistema di scambio di emissioni calibrati sui diversi modi di trasporto) e misure di accompagnamento per ottimizzare l'utilizzo dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture e per promuovere un cambiamento nelle abitudini delle imprese e dei cittadini. L'azione dell'UE e degli Stati membri, inoltre, andrebbe concentrata sui settori del sistema più determinanti: aree metropolitane e urbane congestionate, i principali corridoi commerciali interurbani europei e le zone sensibili dal punto di vista ambientale (la regione alpina, il Mar Baltico, ecc.). La Commissione e gli Stati membri sono inoltre invitati a investire di più nella ricerca nel settore dei trasporti per permettere lo sviluppo di tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico e che favoriscano la riduzione delle emissioni di CO2. Al riguardo, la relazione chiede che, nell'ambito della revisione 2009 del quadro finanziario pluriennale, la Commissione aumenti «in modo significativo» lo sforzo finanziario complessivo a favore della R&S nei settori dell'ambiente, dell'energia e dei trasporti.
Auto meno inquinanti, grazie anche a misure fiscali
I deputati ricordano che il Parlamento si è già pronunciato a favore di un quadro legislativo volto a ridurre a 125 g CO2/km le emissioni per il nuovo parco auto, grazie a miglioramenti tecnologici apportati al motore dei veicoli, e un ulteriore abbattimento di 10 g CO2/km grazie ad altri miglioramenti tecnologici e ad un maggiore uso dei biocarburanti. Anche perché ritengono che, nonostante le riduzioni delle emissioni nocive già ottenute dall'industria automobilistica, gli obiettivi dell'accordo volontario tra i costruttori di automobili «sono stati solo parzialmente raggiunti».
A tale riguardo, i deputati ritengono che, per promuovere veicoli con bassi livelli di consumi e emissioni, è anche importante ricorrere a strumenti di mercato. Tra questi citano: esenzioni fiscali, riforma delle tasse automobilistiche in base alle emissioni inquinanti e all'efficienza dal punto di vista del consumo di carburante nonché incentivi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e per l'acquisto di nuove auto a basse emissioni.
Queste «importanti misure», a loro parere, «contribuirebbero, nel contempo, ad ammortizzare l'onere, per i costruttori automobilistici, di rispettare gli obblighi imposti dal nuovo quadro legislativo». Esortano quindi il Consiglio e gli Stati membri a procedere in tal senso.
Congestion charge contro il traffico in città
La relazione sottolinea che il traffico urbano genera il 40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni inquinanti prodotte dagli autoveicoli, mentre la congestione stradale, soprattutto nelle aree metropolitane, «costa all'UE circa l'1% del PIL». Il problema della congestione urbana deve quindi essere affrontato «in modo più ambizioso», nel rispetto della sussidiarietà, attraverso una strategia di coordinamento a livello europeo. Sottolinea, peraltro, che occorre migliorare l'informazione dei consumatori e intensificare le campagne di educazione e di promozione di nuovi comportamenti in favore dei mezzi o modelli di trasporto più sostenibili.
Persuasi che le aree urbane offrano potenziali economicamente ragionevoli per ulteriori politiche volte a incentivare il trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e in bicicletta, i deputati invitano la Commissione e gli Stati membri ad analizzare il modo in cui le infrastrutture di trasporto e le relative tariffe incidono sullo sviluppo urbano e sulla futura domanda di servizi di trasporto. In tale contesto, ritengono fondamentale investire sull'innovazione tecnologica (maggiore impiego dei STI) e su un migliore sfruttamento delle infrastrutture esistenti con misure di gestione della domanda quali la tariffazione - congestion charge (tassa per l'ingombro della strada, ndr) e road pricing (pedaggi per l'ingresso nei centri urbani, ndr). Vanno poi promosse soluzioni innovative per ottimizzare l'integrazione del flusso urbano di merci e misure come il car sharing (condivisione dell'auto) o il car pooling (uso comune). Ma sono anche necessarie disposizioni per consentire il lavoro a domicilio.
La relazione chiede al Consiglio e agli Stati membri di intensificare gli investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi di trasporto intelligenti (STI). Insiste poi affinché la Commissione presenti, al più tardi entro il giugno 2008, «un modello generalmente applicabile, trasparente e comprensibile» per la valutazione dei costi esterni di tutti i modi di trasporto, «destinato a servire come base per il futuro calcolo degli oneri corrisposti per l'uso delle infrastrutture». Questa iniziativa, inoltre, deve essere accompagnata da proposte legislative, «a cominciare dalla revisione della direttiva sull'Eurobollo». I deputati, d'altra parte, esortano la Commissione a sviluppare quanto prima un piano di azione per la logistica del trasporto merci in Europa.
Promuovere il trasporto ferroviario, per merci e persone
La relazione ritiene che il trasporto ferroviario è quello a più basso consumo di energia o emissioni di CO2, «grazie anche all'uso del nucleare come fonte d'energia elettrica», ed ha un potenziale importante da sviluppare sia nella logistica del trasporto merci sia per il trasporto passeggeri nelle tratte di media-corta distanza. Occorre pertanto realizzare quanto prima il completamento di uno "spazio unico" ferroviario europeo, procedere verso la realizzazione di un sistema europeo unico di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) e verso soluzioni interoperabili nonché migliorare le prestazioni e la qualità del servizio.
Quote di emissione per il trasporto aereo
Nonostante la riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni sonore degli aerei, per i deputati l'impatto globale dell'aviazione civile sull'ambiente «è aumentato a causa della forte crescita del traffico». Sollecitano quindi l'inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni, tasse aeroportuali in funzione delle emissioni, l'istituzione dell'iniziativa "Clean Sky" volta a ridurre le emissioni di CO2 e NOx e l'inquinamento acustico, nonché la rapida creazione di un vero Cielo unico europeo per porre fine alla frammentazione dello spazio aereo europeo. Allo stesso tempo, occorre prendere misure concrete per alleviare la congestione aeroportuale e agevolare gli accessi ferroviari negli aeroporti.
Fonti rinnovabili per il trasporto marittimo
Osservando un aumento continuo delle emissioni del trasporto marittimo, la relazione raccomanda di ridurre le emissioni di sostanze quali il CO2, la SO2 e gli ossidi di azoto provenienti dalle navi, di introdurre e promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili, come l'energia eolica e solare e di approvvigionare da terra le navi. Vanno anche contenute le emissioni attraverso il sistema di scambio delle quote di emissione, ma «senza pregiudicare tale modo di trasporto che è il più rispettoso dell'ambiente, né favorire altri modi che sono più inquinanti». Occorre poi investire nell'ammodernamento delle infrastrutture portuali al fine di permettere il rapido trasferimento di merci e di passeggeri da un sistema di trasporto all'altro, «realizzando così una riduzione del consumo energetico nel settore dei trasporti».
Link utili
Sito della Commissione europea sui Trasporti
Sito di ELTIS - European Local Transport Information Service (Servizio Informatico Europeo per Trasporto Locale)
Le diverse tipologie di pedaggi urbani (Wikipedia)
Riferimenti
Gabriele ALBERTINI (PPE/DE, IT)
Relazione sulla politica europea del trasporto sostenibile tenendo conto delle politiche europee dell'energia e dell'ambiente
Doc.: A6-0014/2008
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 10.3.2008
La relazione di Gabriele ALBERTINI (PPE/DE, IT) osserva anzitutto che circa 1/3 del consumo totale di energia nella UE-25 è legato al settore dei trasporti (escluso quello marittimo e le pipelines), mentre il trasporto su strada, con l'83%, è la modalità che assorbe la maggior quantità di energia. Il settore, inoltre, è responsabile per il 70% della domanda di petrolio nella UE-25 e dipende per il 97% da combustibili fossili, mentre solo il restante 2% proviene da energia elettrica («di cui buona parte generata da centrali nucleari») e l'1% da biocombustibili. Nel sottolineare l'importanza del settore dei trasporti per l'occupazione, la crescita e l'innovazione, la relazione sostiene che una mobilità garantita, sicura ed abbordabile «costituisca un requisito fondamentale del nostro stile di vita». Pertanto, pur considerando prioritarie le esigenze di una mobilità sostenibile da un punto di vista ambientale, non ci si può aspettare l'adesione a «misure troppo drastiche» da parte dei cittadini. I deputati si dicono quindi convinti che «solo un'adeguata combinazione di diverse misure possa mitigare gli effetti negativi dei singoli interventi contribuendo nel contempo a favorirne l'accettabilità da parte dei cittadini». Questo policy mix dovrebbe contemplare gli sviluppi tecnologici (misure per l'efficienza energetica, nuovi standard per motori e combustibili, nuove tecnologie e combustibili alternativi), strumenti di mercato (tasse/tariffazione basate sull'impatto ambientale o sulla congestione, incentivi fiscali, sistema di scambio di emissioni calibrati sui diversi modi di trasporto) e misure di accompagnamento per ottimizzare l'utilizzo dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture e per promuovere un cambiamento nelle abitudini delle imprese e dei cittadini. L'azione dell'UE e degli Stati membri, inoltre, andrebbe concentrata sui settori del sistema più determinanti: aree metropolitane e urbane congestionate, i principali corridoi commerciali interurbani europei e le zone sensibili dal punto di vista ambientale (la regione alpina, il Mar Baltico, ecc.). La Commissione e gli Stati membri sono inoltre invitati a investire di più nella ricerca nel settore dei trasporti per permettere lo sviluppo di tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico e che favoriscano la riduzione delle emissioni di CO2. Al riguardo, la relazione chiede che, nell'ambito della revisione 2009 del quadro finanziario pluriennale, la Commissione aumenti «in modo significativo» lo sforzo finanziario complessivo a favore della R&S nei settori dell'ambiente, dell'energia e dei trasporti.
Auto meno inquinanti, grazie anche a misure fiscali
I deputati ricordano che il Parlamento si è già pronunciato a favore di un quadro legislativo volto a ridurre a 125 g CO2/km le emissioni per il nuovo parco auto, grazie a miglioramenti tecnologici apportati al motore dei veicoli, e un ulteriore abbattimento di 10 g CO2/km grazie ad altri miglioramenti tecnologici e ad un maggiore uso dei biocarburanti. Anche perché ritengono che, nonostante le riduzioni delle emissioni nocive già ottenute dall'industria automobilistica, gli obiettivi dell'accordo volontario tra i costruttori di automobili «sono stati solo parzialmente raggiunti».
A tale riguardo, i deputati ritengono che, per promuovere veicoli con bassi livelli di consumi e emissioni, è anche importante ricorrere a strumenti di mercato. Tra questi citano: esenzioni fiscali, riforma delle tasse automobilistiche in base alle emissioni inquinanti e all'efficienza dal punto di vista del consumo di carburante nonché incentivi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e per l'acquisto di nuove auto a basse emissioni.
Queste «importanti misure», a loro parere, «contribuirebbero, nel contempo, ad ammortizzare l'onere, per i costruttori automobilistici, di rispettare gli obblighi imposti dal nuovo quadro legislativo». Esortano quindi il Consiglio e gli Stati membri a procedere in tal senso.
Congestion charge contro il traffico in città
La relazione sottolinea che il traffico urbano genera il 40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni inquinanti prodotte dagli autoveicoli, mentre la congestione stradale, soprattutto nelle aree metropolitane, «costa all'UE circa l'1% del PIL». Il problema della congestione urbana deve quindi essere affrontato «in modo più ambizioso», nel rispetto della sussidiarietà, attraverso una strategia di coordinamento a livello europeo. Sottolinea, peraltro, che occorre migliorare l'informazione dei consumatori e intensificare le campagne di educazione e di promozione di nuovi comportamenti in favore dei mezzi o modelli di trasporto più sostenibili.
Persuasi che le aree urbane offrano potenziali economicamente ragionevoli per ulteriori politiche volte a incentivare il trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e in bicicletta, i deputati invitano la Commissione e gli Stati membri ad analizzare il modo in cui le infrastrutture di trasporto e le relative tariffe incidono sullo sviluppo urbano e sulla futura domanda di servizi di trasporto. In tale contesto, ritengono fondamentale investire sull'innovazione tecnologica (maggiore impiego dei STI) e su un migliore sfruttamento delle infrastrutture esistenti con misure di gestione della domanda quali la tariffazione - congestion charge (tassa per l'ingombro della strada, ndr) e road pricing (pedaggi per l'ingresso nei centri urbani, ndr). Vanno poi promosse soluzioni innovative per ottimizzare l'integrazione del flusso urbano di merci e misure come il car sharing (condivisione dell'auto) o il car pooling (uso comune). Ma sono anche necessarie disposizioni per consentire il lavoro a domicilio.
La relazione chiede al Consiglio e agli Stati membri di intensificare gli investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi di trasporto intelligenti (STI). Insiste poi affinché la Commissione presenti, al più tardi entro il giugno 2008, «un modello generalmente applicabile, trasparente e comprensibile» per la valutazione dei costi esterni di tutti i modi di trasporto, «destinato a servire come base per il futuro calcolo degli oneri corrisposti per l'uso delle infrastrutture». Questa iniziativa, inoltre, deve essere accompagnata da proposte legislative, «a cominciare dalla revisione della direttiva sull'Eurobollo». I deputati, d'altra parte, esortano la Commissione a sviluppare quanto prima un piano di azione per la logistica del trasporto merci in Europa.
Promuovere il trasporto ferroviario, per merci e persone
La relazione ritiene che il trasporto ferroviario è quello a più basso consumo di energia o emissioni di CO2, «grazie anche all'uso del nucleare come fonte d'energia elettrica», ed ha un potenziale importante da sviluppare sia nella logistica del trasporto merci sia per il trasporto passeggeri nelle tratte di media-corta distanza. Occorre pertanto realizzare quanto prima il completamento di uno "spazio unico" ferroviario europeo, procedere verso la realizzazione di un sistema europeo unico di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) e verso soluzioni interoperabili nonché migliorare le prestazioni e la qualità del servizio.
Quote di emissione per il trasporto aereo
Nonostante la riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni sonore degli aerei, per i deputati l'impatto globale dell'aviazione civile sull'ambiente «è aumentato a causa della forte crescita del traffico». Sollecitano quindi l'inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni, tasse aeroportuali in funzione delle emissioni, l'istituzione dell'iniziativa "Clean Sky" volta a ridurre le emissioni di CO2 e NOx e l'inquinamento acustico, nonché la rapida creazione di un vero Cielo unico europeo per porre fine alla frammentazione dello spazio aereo europeo. Allo stesso tempo, occorre prendere misure concrete per alleviare la congestione aeroportuale e agevolare gli accessi ferroviari negli aeroporti.
Fonti rinnovabili per il trasporto marittimo
Osservando un aumento continuo delle emissioni del trasporto marittimo, la relazione raccomanda di ridurre le emissioni di sostanze quali il CO2, la SO2 e gli ossidi di azoto provenienti dalle navi, di introdurre e promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili, come l'energia eolica e solare e di approvvigionare da terra le navi. Vanno anche contenute le emissioni attraverso il sistema di scambio delle quote di emissione, ma «senza pregiudicare tale modo di trasporto che è il più rispettoso dell'ambiente, né favorire altri modi che sono più inquinanti». Occorre poi investire nell'ammodernamento delle infrastrutture portuali al fine di permettere il rapido trasferimento di merci e di passeggeri da un sistema di trasporto all'altro, «realizzando così una riduzione del consumo energetico nel settore dei trasporti».
Link utili
Sito della Commissione europea sui Trasporti
Sito di ELTIS - European Local Transport Information Service (Servizio Informatico Europeo per Trasporto Locale)
Le diverse tipologie di pedaggi urbani (Wikipedia)
Riferimenti
Gabriele ALBERTINI (PPE/DE, IT)
Relazione sulla politica europea del trasporto sostenibile tenendo conto delle politiche europee dell'energia e dell'ambiente
Doc.: A6-0014/2008
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 10.3.2008
mercoledì 27 febbraio 2008

UN CIGOLIO QUASI IMPERCETTIBILE SI AVVICINA................SI FA PIù INTENSO....DIVENTA UNO SFERRAGLIARE SCAMPANELLANTE.......ORA è QUASI UN SORDO BOATO RIBOLLENTE DI GRIDA FESTAIOLE E RISATE ........STA PER INGOIARE LE NOSTRE STRADE!!!!.....MA COSA STA SUCCEDENDOOOOOO???????AAAAAAhhhhhhhHHHHHH!!!!!MA è............
CRITICAL MAAAASSSSSS!!!!!!!TU CHE USI LA BICI, TU CHE SEI INDEFFERENTE AL CARO BENZINA,TU CHE RIDI SOTTO I COPERTONI QUANDO VEDI UN INSCATOLATO CHE GIRAGIRA E NON SA DOVE FARE L'UOVO........TU CHE ATTRAVERSI LE FILE DI CATORCI SCINTILLANTI INGORGATI IN SE STESSI E RIDI SBEFFEGGIANTE E MAGARI SOLLEVI PURE UN BEL DITO MEDIO!!!!NON MANCARE!!!GIOVEDI 28 FEBBRAIO ORE 19 PIAZZA REPUBBLICATU E LA TUA BC!
CRITICAL MAAAASSSSSS!!!!!!!TU CHE USI LA BICI, TU CHE SEI INDEFFERENTE AL CARO BENZINA,TU CHE RIDI SOTTO I COPERTONI QUANDO VEDI UN INSCATOLATO CHE GIRAGIRA E NON SA DOVE FARE L'UOVO........TU CHE ATTRAVERSI LE FILE DI CATORCI SCINTILLANTI INGORGATI IN SE STESSI E RIDI SBEFFEGGIANTE E MAGARI SOLLEVI PURE UN BEL DITO MEDIO!!!!NON MANCARE!!!GIOVEDI 28 FEBBRAIO ORE 19 PIAZZA REPUBBLICATU E LA TUA BC!
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