martedì 29 gennaio 2008

CRITICAL MASS EDIZIONE SPECIALE: IN MASCHERA!!

CRITICAL MASS EDIZIONE SPECIALE
TUTTI/E IN MASCHERA
ANCHE LE BICI!!

inforca la bici
inforca i pattini
inforca lo skate
inforca ciò che ti pare
l'importante é che sia
SENZA MOTORE

NON DIMENTICARE
la Critical Mass in maschera parte giovedì 31 gennaio 2008
alle 19 da Piazza Repubblica

venerdì 25 gennaio 2008

L'Italia e il protocollo di Kyoto: e io pago.....


Per l'Italia, dal primo gennaio 2008, ogni giorno ha un costo di 5.400.000 € per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Il contatore nel sito del Kyoto Club visualizza in tempo reale la crescita di questo debito. Questa è un'emergenza pesante in termini economici, di immagine e di mancate opportunità. Paghiamo dieci anni di sottovalutazione del problema climatico e di una notevole superficialità rispetto all'entrata in vigore del Protocollo.Poiché ogni ulteriore ritardo comporterà costi crescenti sarà fondamentale che le istituzioni mettano al centro delle politiche del paese la questione climatica, con conseguenti scelte oculate su efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e trasporti.

Se le città puntassero sulle piste ciclabili darebbero un contributo enorme per evitare questo vergognoso spreco di risorse e senza investimenti particolarmente onerosi. Basta un pò di vernice e qualche mattone. A questo punto tutti/e ci domandiamo: cosa aspettano i nostri amministratori? Forse che anche noi, "parte lesa" in quanto quei 5.400.000 € al giorno in un modo o nell'altro gravano e graveranno su di noi, iniziamo ad organizzarci per avviare pesanti azioni legali contro di loro? E' forse più remunerativo continuare a fare il gioco delle lobby dei mattonari, continuando a costruire parcheggi e inutili quanto squallide piazzette?


X saperne d +:



sabato 19 gennaio 2008

Bike sharing - La Regione Piemonte va avanti..in Sardegna non se ne parla


E' stata approvata dalla Regione Piemonte la prima graduatoria per il cofinanziamento dei sistemi di bike sharing. Uno stanziamento di oltre 1.600.000 euro, che serviranno per acquistare quasi 2000 biciclette destinate a 17 città e per creare oltre 230 nuove postazioni e adeguare le 42 già esistenti in altri sette centri. In Sardegna nemmeno se ne parla. Certo, pensare al bike sharing in città come Cagliari, Sassari, Nuoro.....dove chi va in bici rischia la vita é alquanto azzardato. La Regione potrebbe però soperire alla "scarsa sensibilità" (l'eufemismo é d'obbligo) dei sindaci verso la realizzazione di piste ciclabili, programmando interventi con un adeguato sostegno finanziario. Tutti sanno che, quando entra in gioco "su dinai", molte orecchie da mercante si aprono. Dove trovare i soldi? Bah...non c'é che l'imbarazzo della scelta! Il POR Fesr 2007-2013 ad esempio. Oppure...risparmiando sui lauti stipendi dei dirigenti, dei presidenti, ecc.. dei mitici "consorzi industriali" che, non si capisce bene perché, la Regione non riesce a chiudere a causa dell'ostracismo di una parte importante della "politica" isolana. Su un piatto della bilancia abbiamo: civiltà, città pulite, aria pulita, libertà di spostarsi, la salute delle persone, meno incidenti, più silenzio....dall'altra abbiamo: inciviltà, spreco di ingenti risorse pubbliche, corruzione, giochi di potere, parassiti, tanto rumore per nulla, tanta sporcizia...Per una volta: che il piatto penda dalla parte giusta!!
Il bando lanciato dalla Regione Piemonte nell'ottobre scorso, prevedeva il finanziamento al 50% dell'installazione dei sistemi di noleggio biciclette e copriva al 100% l'adeguamento di quelli già esistenti al Biglietto integrato piemonte, la smart card che sostituirà il biglietto cartaceo e con cui sarà possibile utilizzare tutti i mezzi del trasporto pubblico.
Sono state ammesse le domande di Torino, Alba, Vercelli, Savigliano, Asti, Nichelino, Biella, Pinerolo, Settimo Torinese, Venaria Reale, Susa, Tortona, Moncalieri, Avigliana, Ciriè, Giaveno, Borgomanero, Unione dei Comuni Basso Novarese e circuito Torino Green Ways. Accolte anche le richieste di adeguamento ai sistemi del bip di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Pinerolo, Savigliano e Settimo Torinese.
Le rastrelliere compariranno in alcuni punti strategici dei centri urbani "per promuovere il più possibile una mobilità intelligente - commenta l'assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli - convincendo i cittadini a lasciare a casa l'auto e scegliere un mezzo di trasporto sicuramente più rapido. Inoltre, la non proprietà del mezzo risolve i problemi di manutenzione del veicolo e di furto, spesso il maggior deterrente all'uso della bici in città".
"I sistemi di bike sharing - conclude Borioli - saranno la prima applicazione pratica di bip, proprio per significare che per noi la bicicletta rientra in tutto e per tutto all'interno del servizio di trasporto pubblico integrato. Nelle prossime settimane riapriremo il bando consentendo ad altri Comuni di presentare domande di finanziamento".

martedì 15 gennaio 2008

Partecipa al Forum sul PUM di Cagliari


http://www.pumcagliari.com/forum/ù

In questa pagina trovate l'accesso al Forum sul PUM di Cagliari, il Pum è il piano urbano della mobilità, ed è al momento in fase di progettazione.
I più scafati sono consapevoli che si tratta dell'ennesima operazione di facciata di un'amministrazione che, fedele a se stessa e agli interessi che rappresenta, non ha la benchè minima intenzione di fare altro se non il minimo indispensabile in tema di mobilità sostenibile, ciclabilità e buone pratiche in genere.
Tuttavia partecipare al forum è pur sempre un occasione per usare un canale di comunicazione.
Le intenzioni dell'amministrazione sono deducibili anche da piccole considerazioni come questa: al forum stanno partecipando al momento circa tre o quattro cittadini su ......000 ( non ricordo la cifra degli abitanti di Cagliari, in continua diminuzione), al fronte di ciò l'amministrazione si è sforzata tantissimo per informare i cittadini dell'esistenza del forum e dei lavori relativi al PUM: come tutti voi avrete notato non ha fatto praticamente niente; al contrario in occasione delle scorse elezioni, un bellissimo lavoro audiovisivo è stato diffuso su appositi schermi a lcd nelle circoscrizioni e in altri punti strategici, all'aeroporto di Elmas è tutt'oggi visibile il suddetto lavoro. Oggetto del filmato la cagliari del futuro e i tanti progetti che l'amministrazione avrebbe intrapreso trasformando la città in una vera metropoli moderna. Perla del Mediterraneo.
Personalmente sono abbastanza disilluso e polemico, ma invito tutti a partecipare al forum apportando idee, opinioni, valutazioni... se poi vedremo che il pum non ne terrà conto potremo sempre darci appuntamento sotto casa del sindaco , invitando magari qualche giovane tifoso a dare un contributo al dibattito civile e democratico in quel modo un pò vivace che piace tanto agli amministratori cagliaritani.
un saluto
enrico

martedì 11 dicembre 2007

Aria più pulita nelle città europee: il PE approva la nuova Direttiva


Spacciau bobboi, forse, per le città, come Cagliari, che di aria pulita non ne vogliono sapere. Il Parlamento europeo ha adottato definitivamente la Direttiva volta a evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e a definire adeguati obiettivi per la qualità dell'aria ambiente. A tal fine prevede una valutazione e una gestione della qualità dell'aria sulla base di criteri e valori comuni per inquinanti quali il biossido di zolfo o di azoto, il monossido di carbonio e l'ozono. Ma anche il particolato PM10 e, per la prima volta, le polveri sottili (PM2,5). La Direttiva dovrà adesso essere trasposta in legge anche dal Governo italiano. Sarà inevitabile, per tutte le città italiane adottare misure CONCRETE rivolte a diminuire l'inquinamento. Tra un pò tutti i comuni saranno costretti ad organizzarsi per ridurre drasticamente l'inquinamento urbano e, FORSE, FINALMENTE AVREMO LE NOSTRE PISTE CICLABILI!!!
Approvando con 619 voti favorevoli, 33 contrari e 4 astenuti un pacchetto di emendamenti di compromesso negoziati dal relatore Holger KRAHMER (ALDE/ADLE, DE) con il Consiglio, il Parlamento ha adottato in via definitiva della nuova direttiva sulla qualità dell'aria ambiente. Questa riunirà in un solo testo i cinque strumenti giuridici vigenti, integrando gli ultimi sviluppi in ambito medico e scientifico nonché le esperienze più recenti acquisite negli Stati membri sulla qualità dell'aria e rivedendo in profondità le disposizioni attuali. La direttiva potrà quindi entrare presto in vigore e gli Stati membri avranno due anni per adottare le disposizioni volte recepirla nell'ordinamento nazionale.
La direttiva intende «evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e definire adeguati obiettivi per la qualità dell'aria ambiente», ai fini della tutela della salute umana e dell'ambiente nel suo complesso. Si tratta, più in particolare, di combattere «alla fonte» l'emissione di inquinanti e di definire misure più efficaci a livello locale, nazionale e comunitario. Ha inoltre lo scopo di valutare la qualità dell'aria ambiente negli Stati membri sulla base di metodi e criteri comuni, nonché ottenere informazioni per contribuire alla lotta contro l'inquinamento dell'aria e gli effetti nocivi e per monitorare le tendenze a lungo termine e i miglioramenti ottenuti con l'applicazione delle misure nazionali e comunitarie. Mira poi a garantire che le informazioni siano messe a disposizione del pubblico ed a incoraggiare una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nella lotta contro l'inquinamento atmosferico.
Valutazione dell'inquinamento e punti di campionamento
Gli Stati membri dovranno istituire zone e agglomerati in tutto il loro territorio in cui realizzare attività di valutazione e di gestione della qualità dell'aria. Un allegato della direttiva fissa le soglie di valutazione superiore e inferiore applicabili al biossido di zolfo, al biossido di azoto e agli ossidi di azoto, al particolato (PM10 e PM2,5), al piombo, al benzene e al monossido di carbonio. Ciascuna zona e agglomerato dovrà essere classificata/o in base a dette soglie di valutazione. Delle disposizioni e delle soglie particolari sono fissate per l'ozono.
La direttiva definisce poi i criteri per stabilire l'ubicazione dei punti di campionamento per la misurazione di tali sostanze. La Commissione dovrà garantire un'applicazione uniforme nell'insieme dell'UE dei criteri relativi alla scelta dei punti di campionamento. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, dovranno essere installati punti di campionamento nelle zone urbane e negli agglomerati (intorno ai 250.000 abitanti), ma anche nelle zone rurali dev'essere previsto un punto di campionamento ogni 100 000 km2. Gli Stati membri dovranno provvedere affinché i livelli delle sostanze non superino, nell'insieme delle loro zone e dei loro agglomerati, i valori limite stabiliti a partire dalle date previste. La direttiva fissa peraltro le "soglie di allarme" applicabili per le concentrazioni di biossido di zolfo e biossido di azoto nonché dei "livelli critici".
Superamento dei limiti
Se in determinate zone o agglomerati i livelli di inquinanti presenti nell'aria ambiente superano un valore limite o un valore-obiettivo qualsiasi, più qualunque margine di tolleranza eventualmente applicabile, gli Stati membri devono predisporre piani per la qualità dell'aria per le zone e gli agglomerati in questione al fine di rientrare nei parametri stabiliti. In caso di superamento di tali valori limite dopo il termine previsto per il loro raggiungimento, il piano per la qualità dell'aria dovrà stabilire misure appropriate affinché il periodo di superamento sia «il più breve possibile». Il piano per la qualità dell'aria potrà inoltre includere misure specifiche volte a tutelare gruppi di popolazione sensibili, compresi i bambini.
Valori limite per le polveri più sottili e pericolose (PM 2,5)
Il materiale particolato sottile (PM2,5 ) ha un impatto molto negativo sulla salute umana. Ma ad oggi non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale il PM2,5 non rappresenta un rischio. La nuova direttiva mira ad una riduzione generale delle concentrazioni nei siti di fondo urbani (siti all'interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione urbana generale) per garantire che ampie fasce della popolazione beneficino di una migliore qualità dell'aria.
Tuttavia, per assicurare un livello minimo di tutela della salute su tutto il territorio, a tale approccio si affianca la definizione di un valore limite, preceduto in una prima fase da un valore-obiettivo. Gli Stati membri dovranno adottare tutte le misure necessarie, «che non comportano costi sproporzionati», per garantire che le concentrazioni di PM2,5 nell'aria ambiente non superino il valore-obiettivo e assicurare che non superino il valore limite.
Il compromesso stabilisce un "valore-obiettivo" di 25μg/m3 a partire dal 2010 e un "valore limite" della stessa entità, con un margine di tolleranza pari al 20% alla data di entrata in vigore della direttiva che dovrà comunque essere ridotto costantemente per raggiungere lo 0% al 1° gennaio 2015. I deputati, inoltre, hanno ottenuto la fissazione di un secondo "valore limite" - questa volta «indicativo» - pari a 20μg/m3 da raggiungere il 1° gennaio 2020. D'altra parte, la Commissione dovrà riesaminare il valore limite indicativo nel 2013, alla luce delle nuove informazioni disponibili riguardo agli effetti sulla salute e sull'ambiente, della fattibilità tecnica e dell'esperienza realizzata negli Stati membri. Si tratterà anche di valutare l'opportunità di adottare valori limite «più ambiziosi».
Limiti confermati per i particolati più grossi (PM10), con deroghe
Il compromesso conferma gli attuali valori limite di 40 μg/m3 come media annua e di 50 μg/m3 come media giornaliera per i particolati PM10. Quest'ultima soglia, inoltre, non dovrà essere superata più 35 volte in un anno.
Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile conformarsi ai valori limite fissati per il PM10, «per le caratteristiche di dispersione specifiche del sito, per le condizioni climatiche avverse o per l'apporto di inquinanti transfrontalieri», gli Stati membri potranno derogarvi temporaneamente per tre anni. Ma solo a condizione che sia predisposto un piano per la qualità dell'aria e purché dimostrino «che sono state adottate tutte le misure del caso a livello nazionale, regionale e locale per rispettare le scadenze».
Misure vincolanti per talune fonti di inquinamento
Un emendamento di compromesso afferma che dovranno essere esaminate in via prioritaria le misure comunitarie necessarie per ridurre le emissioni alla fonte, in particolare quelle volte a migliorare l'efficacia delle norme UE sulle emissioni industriali, a limitare le emissioni dei motori dei veicoli pesanti, a ridurre ulteriormente le emissioni autorizzate a livello nazionale dei principali inquinanti e quelle legate ai rifornimenti di benzina nelle stazioni di servizi, nonché le misure che trattano del contenuto di zolfo nei carburanti (compresi quelli marini). A tale proposito, la Commissione annetterà alla direttiva una dichiarazione con la quale si impegna a proporre, nel 2008, delle misure legislative volte dare seguito a questa richiesta.
Informazioni al pubblico
Gli Stati membri dovranno provvedere ad informare adeguatamente e con tempestività il pubblico e le associazioni interessate (ambientaliste, industriali, dei consumatori, ecc.) e altri organismi sanitari pertinenti, in merito alla qualità dell'aria ambiente, a tutte le decisioni riguardanti le proroghe, ad ogni esenzione e ai piani per la qualità dell'aria. Le informazioni dovranno essere rese disponibili gratuitamente e attraverso mezzi facilmente accessibili tra cui Internet o altri mezzi di telecomunicazione adeguati. Gli Stati membri dovranno inoltre mettere a disposizione del pubblico le relazioni annuali riguardanti tutti gli inquinanti disciplinati dalla direttiva.
Sanzioni
Gli Stati membri dovranno infine determinare il regime di sanzioni da infliggere in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della direttiva e adottare tutti i provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni previste dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive».
Background - Procedura di infrazione per superamento dei limiti
Il 10 ottobre scorso, la Commissione ha avviato procedimenti di infrazione nei confronti di Francia, Italia, Spagna, Slovenia e Regno Unito, dove sono stati superati i limiti fissati dall'UE per la concentrazione di anidride solforosa (biossido di zolfo, SO2) nell'aria ambiente. La Commissione ha chiesto inoltre a 23 Stati membri di inviare informazioni sui provvedimenti che adottano per ridurre il livello del PM10 o particolato e soddisfare così le norme fissate dall'UE. In circa il 70% delle città europee con almeno 250.000 abitanti vengono superati i valori limite fissati per il PM10 almeno in una zona.


Link utili
Posizione comune del Consiglio
Prima lettura del Parlamento
Rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente sull'inquinamento dell'aria 1990-2004 (in inglese)
Sito della Commissione sulla qualità dell'aria

lunedì 10 dicembre 2007

MANIFESTAZIONE CONTRO IL D-10: c'era anche un pò di CM!!!

Un grazie a Sandro per la simpatica foto...